Home Eventi Dimostrazione di salvataggio in mare
Dimostrazione di salvataggio in mare PDF Stampa E-mail

Uomini che non lasciano impronte.
A volte ti chiedi come fanno a tenere dentro tutta quella adrenalina. A volte pensi che il loro coraggio sia qualcosa di extraterrestre.
Poi li vedi, ragazzoni alti e sempre sorridenti, con gli occhi buoni, con una gestualità che ti mette tranquillità. Camminano lentamente, con i loro anfibi neri. Solidi e dritti. Sì, tranquillità è la parola giusta.
E' venerdì pomeriggio, siamo davanti alla Club House, a Favignana. Secondo giorno di regate in occasione del quarto Trofeo Challenge Ignazio Florio. La fatica è alle stelle.  L'organizzazione procede, le barche – ben 31 – stanno ancora fuori ma, alle 18 in punto (i militari sulla puntualità proprio non scherzano!), abbiamo la dimostrazione con i ragazzi dell'Aeronautica.
Ragazzi. Come quelli caduti a Kabul ieri.

Arriva il Tenente Angelo Mosca, lo speaker che segue la dimostrazione da terra. Avverte il nostro Presidente, Chiara Zarlocco, che l'elicottero non potrà ammarare perchè sono in pre-allerta. Hanno ricevuto una chiamata per cui devono essere pronti a cambiare programma e arrivare da un'altra parte, dove c'è bisogno di loro.
L'imprevisto non cambia alcunchè nell'organizzazione. Ci sarà comunque l'uomo in mare e i soccorritori che li prenderanno a bordo del veivolo.
Cresce l'attesa.
S'è già radunata parecchia gente, molti sono bambini incuriositi da tutto: i microfoni “a gelato”, le telecamere, le macchine fotografiche.....corrono impazziti perchè qualcuno gli ha detto che sta arrivando un elicottero gigante e loro devono assolutamente essere i primi a vederlo, là, verso l'orizzonte che ormai sta prendendo i colori di un tramonto infuocato. Ha smesso di piovere da poco e ora il cielo è pulito.
Parte la musica, diffusa a tutto volume dagli altoparlanti. Il microfono è perfetto, non gracchia, nessun fischio di quelli che ti fanno chiudere le orecchie con le mani.
Inizia.
L'elicottero irrompe nel cielo: “ecco l'HH-3F Pelican costruito dalla Agusta S.p.a. su licenza dell'americana Sikorsky” precisa il Tenente Mosca. Maestoso nella sua grandezza, leggero nelle sue evoluzioni, l'elicottero sfida ogni forza gravitazionale. Sfreccia sopra le nostre teste, “alla massima velocità” sottolinea ancora il Tenente Mosca. Si allontana poi ritorna. Si ferma e volteggia quasi a volersi inchinare. Un inchino che viene interpretato come omaggio commosso a chi ha fatto la stessa scelta, per giunta coetanei; non c'è spazio nella mente di nessuno per ipotizzare che quello che vediamo non è un virtuosismo: no, no, è proprio un inchino. E' una comunicazione che va oltre i segni convenzionali.
Si abbassa fino a sfiorare il mare, facendo alzare una nuvola d'acqua.
Il mare è calmo, una tavola. Fisso nella sua meravigliosa gradazione di verdi e di azzurri.
I bambini presenti sono muti, gli occhi rivolti al cielo. Meglio di mille parole, anche perchè di parole ce ne sono poche in giro. I ragazzi caduti a Kabul sono tutti della Folgore.
Uomini che volano, anche loro, senza lasciare impronte.
Il Presidente Zarlocco ha deciso di seguire il programma definito da tempo per questa tre giorni di competizioni veliche rispettando però il dolore e l'emotività di questi ragazzi. “Sarà una festa a caratteri piccoli, quasi a denti stretti” sottolinea nella conferenza stampa che inizia subito dopo la dimostrazione.
“l'elicottero non ha finito la sua performance” richiama l'attenzione il Tenente Mosca. Ecco l'uomo in mare. Ed ecco gli aerosoccorritori che si calano dall'elicottero per riprenderlo e trarlo in salvo.
Missione compiuta! Dimostrazione conclusa!
A terra scoppia un fragoroso applauso, ma non si alza nessun “ciao”. Neanche i bambini, soliti condire con molteplici esclamazioni le emozioni più forti, no, neanche loro. Solo applausi.
La musica scema piano piano, la folla radunatasi comincia a sparpagliarsi: qualcuno entra in Club House, altri aspettano sul molo l'arrivo delle barche. Altri ancora seguono i cameraman perchè ora comincia la conferenza stampa.
“Grazie ragazzi, a voi e ai vostri amici e colleghi che ieri hanno trovato la morte in un paese lontano, strappati alle loro famiglie. Da oggi saremo noi le loro braccia, le loro gambe per portare avanti quello per cui hanno vissuto e per cui sono morti. Da oggi saremo noi i loro cuori”. Scoppia un altro applauso e Chiara Zarlocco, Presidente dello Yacht Club Favignana, prosegue evidentemente commossa, la conferenza stampa.

Si ringrazia:

Gruppo Volo: 82° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) di base a Trapani ma alle dipendenze del 15° Stormo di Pratica di Mare (Roma)
Equipaggio: Capitano Pilota Giuseppe AGRICOLA - Capoequipaggio
Capitano Pilota Giovanni CASTALDO - 2° Pilota
Primo Maresciallo Filippo LO CACCIATO - Operatore di bordo

Maresciallo 1^ Classe Giuseppe ODDO - Operatore di bordo
Maresciallo 1^ Classe Antonio SAN BRUNONE - Aerosoccorritore (ARS)
Maresciallo 2^ Classe Giuseppe RODRIQUEZ - Aerosoccorritore (ARS)
Maresciallo 1^ Classe Antonio DI DOMENICO - Aerosoccorritore (ARS) assistenza in acqua a bordo del gommone
Maresciallo 1^ Classe Domenico GULINO - Aerosoccorritore (ARS) assistenza in acqua a bordo
del gommone

Tenente Pilota Angelo MOSCA - Speaker

 

Visitatori

 1 visitatore online